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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/277


IL CAVALIER DI SPIRITO 269

E sol tardi mi avvidi dell’amoroso assedio,

Quand’era al cuor già reso inutile il rimedio.
Gandolfo. Eh signor, permettetemi parlar da quel ch’io sono,
Son nato fra i villani, ma anch’io penso e ragiono.
Le donne più costanti nei buoni sentimenti,
Hanno per esser vinte dei facili momenti:
Resistono degli anni, ma poi giunge quel dì,
Che trovansi disposte, e dicono di sì.
Claudio. Possibil che il momento per me sì fortunato
Non abbia in tanti mesi per vincerla trovato,
E il mio rivai felice in tempo assai minore
Abbia incontrato il punto per allacciarle il cuore?
Gandolfo. Non vi maravigliate di ciò, signor mio caro,
Un’avventura simile non ha niente di raro.
Sapete che si sparge del grano in un terreno:
Frutta più in una parte, nell’altra frutta meno;
E senza andar lontano a indagar la ragione,
Più rende dove trova miglior disposizione.
Bisogna dire adunque per ciò, che non vi sia
Fra voi e la padrona di molta simpatia;
E che all’incontro il vostro rivale fortunato
Abbia il terreno al grano simpatico trovato.
Claudio. Basta, comunque siasi il mal che ora sopporto,
So che da donna Florida ho ricevuto un torto.
E son nel suo ritiro venuto a ritrovarla
Sol per dolermi seco, e per rimproverarla.
Gandolfo. E che vuol dir, che l’altro non viene in questa terra?
Claudio. Don Flavio andò in Germania al fuoco della guerra.
Egli è alfier fra i Tedeschi, e appena dichiarato
Si è l’amor vicendevole, fu a militar chiamato.
L’abbandonò costretto dal dover dell’onore,
Ed ecco in donna Florida la cagion del dolore.
Gandolfo. L’ha sposata il soldato?
Claudio.  No, partì sul più bello,
Il giorno in cui doveva darle il nuziale anello.