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LA PUPILLA 203

ATTO SECONDO.

SCENA PRIMA.

Orazio, Quaglia.

Orazio. Confesso il ver, mi persuadesti, Quaglia,

A venir qui contro mia voglia, e sentomi
Tremar le gambe. Io tengo come un lepore
Le orecchie tese ad ogni lieve strepito,
E mi par sempre udir la voce solita
Di messer Luca a dir: Via di qua, bindoli.
Quaglia. Ed io mi aspetto di veder sì docile
Il vecchio, e sì proclive ai desiderii
Nostri, che la pupilla accordi subito,
E ve la dia colle sue man medesime.
Orazio. Come si può sperar che ciò si accomodi
Ad accordar, se ricusò prometterla
Finora a tanti ancor di me più nobili,