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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/171


LA DONNA SOLA 165

Filiberto.  Non prendete tabacco.

(le ferma la mano)
Berenice. Un picciolo favore non mi accordar?...
Filippino.  Signora,
È venuto don Claudio.
Filiberto.  Vattene in tua malora.
(a Filippino)
Berenice. Mi fareste la scena di dir che non si avanzi?
L’onor mio noL consente. Fa pur ch’ei venga innanzi.
(Filippino parte)
Non mancherà poi tempo di dare un compimento
Al nostro mal inteso fataL ragionamento.
Filiberto. Non so che dir; direi tanto, se dir potessi,
Che arriverei parlando a dar fin negli eccessi.
Megli’è che non si parli; vi leverò d’imbroglio.
Berenice. Anzi si ha da parlare; ve lo comando, e voglio.
Filiberto. Ma quando?
Berenice.  Questa sera.
Filiberto.  Ma dove?
Berenice.  Appunto qui.
Filiberto. Voi mi fate impazzire.
Berenice.  Don Claudio eccolo qui.

SCENA XVI.

Don Claudio e detti.

Claudio. Recovi la risposta della cugina vostra,

Che ai generosi uffizi gratissima si mostra.
Spera poi di vedervi al nuziale invito.
Berenice. Obbligata, don Claudio. Siete così compito,
Che ardisco di pregarvi di un’altra grazia ancora.
Me la farete voi?
Claudio.  Che non farei, signora?
Berenice. Vorrei che con don Lucio tornaste in amistà.
Claudio. Se il comandate voi, non ho difficoltà.