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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/157


LA DONNA SOLA 151

Certissimo ne sanno le donne più del diavolo.

Stiamo a veder la scena; la goderò io il primo.
Finalmente don Lucio grand’uomo io non lo stimo.
Ella che lo conosce, trovar puote un pretesto
Per obbligarlo ancora... Eccola; oh, ha fatto presto.

SCENA III.

Donna Berenice ed il suddetto.

Berenice. Portagli caldo caldo il mio viglietto in fretta,

E digli: la padrona una risposta aspetta
O in voce, o almeno in scritto. Attendo il tuo ritorno.
(Lo voglio, sì, lo voglio; e dentro a questo giorno).
(da sè, e parte)

SCENA IV.

Filippino solo.

Vado e ritorno subito. Oh son pur curioso

Di leggere il viglietto! dev’essere gustoso.
Il bollo è ancora fresco, si può dissigillare.
La padrona non vede. Mi vuò un po’ soddisfare.
(apre il viglietto, e legge)
Cavalier generoso. Principia molto bene:
Riparar l’onor vostro e l’onor mio conviene.
Dicesi per Milano ch’io v’abbia licenziato.
Sdegnando che vi siate amante dichiarato.
Ciò fa parlar di voi con derisione aperta,
Dicendo che don Lucio si sa che poco merla.
Vo’ far veder al mondo quanto vi apprezzo e slimo:
Oggi però vi prego di favorirmi il primo.
Se quel che dissi a tavola, parvi a ragione amaro,
Venite, e non temete, mi spiegherò più chiaro.
Accettate le scuse di un animo sincero.
L’onor vuol che torniate, se siete un cavaliero.