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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/145


LA DONNA SOLA 139

Filippino. Ora che ci son tutti, vo a avvisar la signora.

Si vuol levar la spada? (a don Claudio)
Claudio.  No, non è tempo ancora.
Filippino. Si accomodi. (Gli estremi ci sono in questo loco.7
Altri modesto è troppo, altri civile è poco), (da sè, e parte)
Isidoro. Animo, don Agapito, vi voglio a me vicino.
A bevere vi sfido.
Agapito.  io non bevo mai vino.
Isidoro. Bevete, se volete esser robusto e forte.
So anch’io che avete in viso il color della morte.
Che dite voi, don Claudio? È ver che il vino è buono?
Fa rallegrar gli spiriti? È ver da quel ch’io sono.
(ridendo)
Claudio. Tutte le cose prese colla moderazione,
Fanno del bene agli uomini, tutte son cose buone.
Isidoro. Certo che non intendo volermi ubbriacare.
Ma un bicchierin di più, che mal ci potrà fare?
Ogni cibo col vino divien più saporito.
Agapito. E s’io bevessi vino, perderei l’appetito.
Isidoro. Bevendo sol dell’acqua, come mangiar potete?
Agapito. Come mangiar io posso? aspettate, e il vedrete.

SCENA VII.

I Servitori mettono in tavola e dispongono le sedie, e poi di quando in quando mettono e levano qualche piatto.

Donna Berenice, don Filiberto, don Lucio,
don Pippo ed i suddetti.

Berenice. A tavola, signori. Perchè non vi cavate

La spada ed il cappello? (a don Claudio)
Claudio.  Ecco, se il comandate.
(si leva la spada ed il cappello, e dà ogni cosa a Filippino)
Berenice. A tavola d’amici distinzion non si fa:
Ciascun prende il suo posto con tutta libertà.