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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/136

130 ATTO SECONDO

Una serie perfetta di trentadue lunari;

In specie un almanacco che il più sicuro e dotto,
E un libro per trovare i numeri del lotto.
Berenice. Tutte cose sceltissime da trarne buoni frutti.
Pippo. È ver, ma non son cose che le intendano tutti.
Voi ne avete dei libri?
Berenice.  Cose da trar sul fuoco.
Ho l’arte, per esempio, che insegna a far il cuoco.
Pippo. Non è cattivo libro.
Berenice.  Ho nello studio mio
L’arte di far danari.
Pippo.  Credo d’averlo anch’io.
Berenice. Ho una raccolta intera di tutte le canzoni
Uscite da ventanni.
Pippo.  Questi son libri buoni.
Berenice. Li tengo lì per comodo, se vengon forestieri.
Pippo. Dopo aver desinato, leggerò volentieri.
Infatti andando intorno a tante signorine,
Non trovo che romanzi, sonetti e canzoncine.
Berenice. Dovete d’ora innanti venir sempre da me,
E leggeremo insieme il Libro del perchè.
Pippo. Questo libro l’avete?
Berenice.  L’ho, ma il tengo serrato.
Pippo. Lo vedrò volentieri. Oh, quanto l’ho cercato!
Vi saran, mi figuro, tutti i perchè del mondo.
Berenice. Certo.
Pippo.  Perchè la luna faccia ogni mese il tondo?
Berenice. Anche questo.
Pippo.  Saravvi il perchè, mi figuro,
Il latte ch’è sì tenero, faccia il formaggio duro.
Berenice. Vi è tutto in questo libro.
Pippo.  Vo’ veder se ritrovo
Il perchè le galline cantino, fatto l’uovo.