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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/105


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ALL’EGREGIO ED ORNATISSIMO

Signor

AGOSTINO CONNIO.1


L’AMORE, il rispetto e la gratitudine (Signor mio, e Suocero Amorosissimo) egualmente mi spronano a darvi una pubblica testimonianza della mia più sincera riconoscenza, acciocchè se un legame ci ha fatto essere uniti in vita, possiamo su questi fogli durar congiunti anche dopo morte. Grande è l’obbligo ch’io vi professo, poichè darmi non potevate maggior tesoro di quel che dato mi avete nella vostra esemplare Figliuola, amorosissima mia Consorte2. Meno non vi voleva della sua sofferenza per tollerare i difetti miei; e sì buona compagna mi è sempre stata, che in tutti gli anni non pochi che siamo insieme, mai m'è accaduto, nè per domestiche differenze, nè per fantasia riscaldata, l’avermene un momento solo a pentire. Ella ha saputo soffrir meco tranquilla gli avversi colpi della Fortuna, contenta d’ogni picciolo stato, desiderosa sol della pace, di cui ella fu sempre la promotrice, e la prudente custode. Ma se ho ammirato la sua Virtù nelle incomode situazioni, più plausibile è ancora la sua moderazione nella migliore Fortuna, lontana sempre da quelle immagini e da quei costumi, che sono incomodi alle Famiglie, e pericolosi ai Mariti. Ella è amantissima della civiltà e della pulizia, ed è nemica mortale del fasto e dell’ambizione. Sa unir sì bene in se stessa l’onesta liberalità e la sollecita economia, che senza irritare il genio mio troppo facile, mi ha procacciati de’ sensibili quotidiani vantaggi. Rarissima cosa parrà a taluno, che formisi da un Marito il panegirico alla propria Moglie. Alcuni l’hanno fatto dopo la di lei morte, tempo in cui si ricordano più facil-

  1. Questa lettera di dedica fu stampata in testa alla commedia l’anno 1761, nel t. VII del Nuovo Teatro Comico dell’Avv. C. G., ed. Pitteri di Venezia.
  2. Di Nicolina Connio e del signor Agostino parla il Goldoni nelle prefazioni dell’ed. Pasquali, già stampate nel vol. I della presente edizione (pp. 121-123).