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Giovanni Boboli (1770-1836) e Francesco Taddei (1770-1842) (Rasi, I comici italiani, I 453, II 560). Per essere un lavoro in un atto e di pochi personaggi, l’Avaro fu caro anche ai filodrammatici (cfr. Accademia de’ Filo-drammatici di Milano. Cenni di G. Martinazzi, p. 117 [1880], e Società filarmonico-drammatica. Memorie, Trieste, 1884, pp. 10, 12 [1829]). E sempre per la ragione della brevità, e perchè anche nel piccolo quadro si scorge la grande arte goldoniana, l’Avaro si trova di frequente, intero o a frammenti, in Scelte e in Antologie (Scelta. Vienna, 1825, vol. III; Montucci, Lipsia, 1828, vol. I; Commedie scelte, Milano. 1878, vol. III; C. Goldoni e V. Alfieri, Luoghi scelti. Torino, 1902; Guastalla, Antologia goldoniana, Livorno, 1908; Lipparini Primavera, Milano 1912, p. 167; l’Avaro, Milano, Gussoni, s. a., ecc.).

L’Avaro fu tradotto in tedesco dal Saal (vol. VII, ed. 1770) e sull’opera di questi, goffa e spesso inesatta, vedi l’esame del Mathar (op. cit., p. l97); circa il 1798 in ispagnolo: Comedia en prosa. El Logrero, compuesta en italiano por el senor Doctor Carlos Goldoni y Iraducida al espanol por Godomin Toibt, Barcelona, por la Viuda Piferrer. G. Toibt, avverte il Cotarelo (Homenaje à Menendez y Pelayo. Madrid, 1899, p. 82) è anagramma di Domingo Bolli. Tradusse l’Avaro in francese A. A. D. R. [Amar Du Rivier], ma invece del solito commento che accompagna gli altri lavori goldoniani recati dal Du Rivier nella sua lingua, egli offre questa volta solo un insipido complimento per Molière e Goldoni (Les chef-d’oeuvres dramatiques de C. G., An XI [1801], p. 401). Di recente l’Avaro fu tradotto in catalano da Narcis Oller (L’Avar, comedia en un acte... Barcelona, «L’Avene», 1909).

Nella dedica di tutto il volume X del Pitteri a Francesco Albergati, dove si stamparono quattro commedie scritte pel teatrino del patrizio bolognese, il Goldoni si scusa del non avergli intitolato anche l’Avaro: «Potrebbe, non da Lei, ma da qualcheduno venirmi rimproverato che anche l’Avaro... mi è stato da Lei ordinato, eppure ad un’altra persona l’ho dedicato: ma Ella sa benissimo, ed ho piacere, che da altri in questa occasione si sappia che tal Commedia non è stata scritta pel suo Teatro, ma per una compagnia di Dame e di Cavalieri, e che non appartenendo ad alcuno in particolare, poteva io liberamente disporne» (p. 5). L’altra persona fu Girolamo Marsand, cui toccò così una delle più simpatiche e più calde dedicatorie del teatro goldoniano. Alle notizie sui buoni rapporti corsi tra i due nulla aggiungono pur troppo due fuggevoli accenni nell’epistolario del commediografo (Lettere, ed. Masi, pp. 177. 179).

E. M.


L'Avaro fu stampato la prima volta a Venezia nel 1762, nell’ed. Pasquali (t. IV); e l'anno stesso a Bologna (S. Tomaso d’Aquino, I). Fu di nuovo impresso a Torino (Guibert-Orgeas IV. i772), a Venezia (Pitteri XI. 74; Savioli XI. 77: Zatta. cl. 1. V, '89; Garbo V. '95), a Livorno (Masi VII, ’89), a Lucca (Bonsignori X, ’89) e forse altrove nel Settecento. - La presente ristampa seguì più fedelmente il testo dell’ed. Pasquali. Valgono le solite avvertenze.