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I MALCONTENTI 245


Geronimo. A che basterebbero1 le entrate, se io coll’industria mia non aumentassi gli utili della casa? Poveri sciocchi! Vorreste andare in villa, eh? Vorreste andare a goder l’autunno! Lo so perchè ci anderebbe volentieri la signora nipote ed il pazzo di suo fratello... Perchè l’autunno in villa non si va a goder la campagna, ma si va a far la conversazione. E il padre amoroso li seconderebbe questi cari figliuoli, e anderebbe a mangiar in un mese in villa quello che basta quattro mesi in città. Non vi anderebbe per economia, no, come farebbe qualche altro buon padre di famiglia: vi anderebbe per ispendere, per divertirsi, per far da grande più che non è. Un abito nuovo per andar in campagna! Quando si va in campagna, si va per risparmiarli i vestiti, non per farne de’ nuovi. Si va per godervi la libertà, non per essere in maggior soggezione. Cospetto di bacco! se vi piace la villa, vi soddisferò2, signori miei, sì, vi soddisferò. Vi ci farò stare tredici mesi dell’anno. Ma sapete dove? Dove non vi sieno case di villeggianti, dove non si radunano le genti per giocare, per ballare, per tripudiare. In un bosco, in un bosco. O qui, o in un bosco. Signora nipote, la riverisco. Signor fratello, badi a mangiare i suoi datteri, che farà meglio. (parte)

Policastro. (Cava un dattero e lo mangia.)

SCENA VIII.

La signora Felicita ed il signor Policastro,
poi il signor Grisologo.

Felicita. (Cava il fazzoletto e piange.)

Policastro. (Mangia i datteri e non dice niente.)

Grisologo. Sorella, ho sentito ogni cosa. Signor padre, ho sentito ogni cosa. Ero dietro di quella porta, ho sentito ogni cosa.

Felicita. Lo zio è un cane; e il signor padre non parla.

  1. Pitteri: basterebbono.
  2. Pitteri: sotisferò.