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96 ATTO QUINTO
Vada la pellegrina, tornerò da Madama,

Le chiederò perdono. Soffrirò ogn’insolenza.
Piacemi servir donne. Non ne posso star senza.

SCENA VI.

Camera del Cavalier Giocondo.

Il Cavalier Giocondo e Madama di Bignè

Cavaliere. Voi la pensate bene. Avete una gran testa.

Madama. La via di vendicarvi, credetemi, è sol questa:
Gravemente vi offesero i pellegrini, è vero;
Ma più don Alessandro, malnato cavaliero.
Se i vostri servitori hanno eseguito bene.
Anche don Alessandro ad affrontar si viene.
Cavaliere. A vendicarmi apprendo sotto la vostra scuola.
Madama. (Ma questa volta i’ penso a vendicarmi io sola).
Cavaliere. Si conosce. Madama, che avete assai viaggiato.
Questo sistema nuovo dove avete imparato?
Madama. Così, quando s’è offesi1, s’usa al paese mio.
Cavaliere. Voglio viaggiare ancora, voglio imparare anch’io.
Sento gente. L’han presa. Affè, ch’io l’indovino.
Madama. Questa è la moglie vostra unita al pellegrino.

SCENA VII.

Madama Possidaria, Gianfranco e detti.

Possidaria. Voi ci avete piantati, caro signor marito.

Cavaliere. Favorisca, signore Gianfranco riverito.
Le doppie ed i zecchini ch’eran nella cintura,
Ditemi, dove sono?
Gianfranco.   (Son scoperto. Ho paura). (Ja sè)

  1. Zatta: Quando uno è offeso.