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IL FEUDATARIO 81

Florindo. So che voi mi amate, ed in voi confido.

Beatrice. Siete disposto a secondare un mio disegno?

Florindo. Vi giuro una cieca obbedienza.

Beatrice. Notaro, scrivete.

Cancelliere. Scrivete. (al notaro)

Beatrice. Il marchese Florindo promette di prendere per sua sposa la marchesina Rosaura.

Cancelliere. Che ne dice il signor Marchese?

Florindo. Sì, lo prometto, lo giuro, e lo farò, se la signora Rosaura si degnerà d’accettarmi.

Cancelliere.1 E che ne dice la signora Rosaura?

Rosaura. Scrivete.

Cancelliere. Scrivete. (al notaro)

Pantalone. (E che la vaga). (da sè)

Rosaura. Accetto l’offerta, e prometto essere sposa del marchese Florindo. (dettando)

Cancelliere. Scrivete. (al notaro)

Pantalone. (L’andarave drio fin doman, e come ch’el scrive largo!) (da sè)

Cancelliere. Tutti questi atti, queste proteste, queste promissioni si stenderanno poi in forma legale. Per ora terminiamo l’atto del possesso.

Nardo. Caro signor cancelliere, favorisca scrivere anche per noi.

Cancelliere. Volentieri. Scrivete. (al notaro)

Nardo. La povera Comunità di Montefosco domanda perdono al signor Marchese, protestandosi aver fatto quello che ha fatto, perchè Sua Eccellenza il signor Marchese2 voleva distendere l’autorità del suo comando sopra le possessioni del nostro onore. Siamo qui a’ suoi piedi.

Florindo. Sì, hanno ragione. Essi sono delicati d’onore, ed io mi sono soverchiamente esteso. Partirò di Montefosco; non avrete a temere di me; ma quando anche vi rimanga3, mi ricorderò

  1. Bett e Pap. premettono: «Scritte, scrivete, al notaro».
  2. Bett.: il signor Marchesino piccolo.
  3. Bett.: rimanessi.