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280 ATTO TERZO

Beatrice. Ditemi, signor Ottavio, vi ricordate voi di tutte le cose vostre? Di tutto quello che possedete? Delle disposizioni che avete detto di voler fare?

Ottavio. In verità, ora ho la testa confusa. Non mi ricordo di niente.

Beatrice. Faremo così, se vi contentate. Andremo in camera mia col signor Agapito, faremo un sommarietto di tutto: poi egli ve lo leggerà; vedrete se va bene, e circa alla disposizione, vi consiglierete con lui, e farete tutto quello che il cielo v’inspirerà. Siete contento?

Ottavio. Contentissimo.

Beatrice. Anderà bene così, signor Agapito?

Agapito. Benissimo.

Beatrice. Dunque andiamo.

Agapito. Sono a servirla. Signor Narciso, restate a far compagnia al signor Ottavio, sino ch’io torno. (a Corallina)

Corallina. (Fa una riverenza dal luogo indietro dove si trova.)

Beatrice. Non ha parole? (a ser Agapito)

Agapito. È timido.

Beatrice. Fra il signor Ottavio e lui dormiranno. (Ed io veglierò per il mio interesse. Il signor Agapito farà un testamento a mio modo). (da sè, parte)

Agapito. (Corallina farà da sè quello che insieme dovevamo fare). (da sè, parte)

SCENA V.

Ottavio e Corallina.

Ottavio. (Non vedo l’ora d’esser fuori da quest’impiccio. Mi par d’avere una montagna addosso). (da sè)

Corallina. (Si viene avanzando.)

Ottavio. Signore, accomodatevi. (a Corallina)

Corallina. Ricevo le sue grazie. (siede)

Ottavio. Anche voi volete fare il notaio?

Corallina. Sì signore.

Ottavio. Quanti anni avete?