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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/83


IL MOLIERE 73

          Lo provo: ama colui l’amica, ovver la moglie,
          Ma sol per render paghe sue triste o caste voglie.
          S’amano i propri figli, perchè troviamo in essi
          L’immagine, la specie, la gloria di noi stessi.
          E s’amano i congiunti, e s’amano gli amici,
          Perchè l’aiuto loro può renderci felici.
          Tutto l’amor terreno, tutt’è amor proprio, amico.
          Filosofia l’insegna, per esperienza il dico.
          Lesbino.1(Entra con due candellieri colle candele accese, li pone sul tavolino, e poi s’accosta a Moliere.)
          Evvi il signor Leandro e il conte Lasca uniti.
          Che bramano vedervi.
          Moliere. Che restino serviti. (Lesbino parte)
          Valerio.Verranno a criticare.
          Moliere. Chi lo vuol far, lo faccia.
          Mi giova, e non m’insulta, chi mi riprende in faccia.

SCENA IX.

Leandro, il Conte Lasca e detti.

          Leandro.Viva Molier mill’anni, viva la vostra Musa
          Ad istruire eletta, a dilettar sol usa.
          Ah! che piacer di questo maggior non ho provato:
          Molier, ve lo protesto, m’avete imbalsamato.
          Moliere.Grazie, amico....
          Conte. Che stile! Che nobili concetti!
          Che forti passioni! Che naturali affetti.
          Moliere.Signor, troppa bontà...
          Leandro. Più vivamente espresso
          Carattere non vidi. Parea Pirlone istesso.
          Moliere.Voi mi fate arrossire...
          Conte. Gran forza, gran morale!
          Opra non vidi mai piena di tanto sale.
          Moliere.Cortese cavaliere...

  1. Comincia la sc. VIII nell’ed. Bett.