Apri il menu principale

Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/503


Beatrice. Come potete compromettervi?

Lelio. Noi abbiamo il segreto.

Florindo. Fidatevi di noi.

Lelio. Via, consolate quel povero Conte, che dà la testa per le muraglie.

Beatrice. Poverino! (deridendolo)

Florindo. Non siate così crudele.

Beatrice. Mi fate ridere (l).

Lelio. Animo, animo, presto, andiamo.

Florindo. Via, prima che si raffreddi.

Lelio. Andiamo a far questa pace.

Beatrice. Orsù, farò a modo vostro. Ma se sarò affrontata, voi due me ne renderete conto. Do alcuni ordini, e sono con voi. (parie

SCENA V(2).

Lelio e Florindo.

Lelio. Se queste genti si dividono, abbieuno persa la più bella con- versazione del nostro paese.

Florindo. Se qualchedun ci sentisse, direbbe che facciamo i mezzani.

Lelio. Mestiere alla moda. Si fa di tutto per gli amici.

Florindo. Come riusciremo nel nostro impegno?

Lelio. A maraviglia. Piglieremo le parole per aria. Le faremo giuocare a nostro modo ; e poi, quando una volta hanno queste donne parlato insieme, ancorché la Contessa non si disdica, tutto si accomoderà.

Florindo. E noi rideremo.

Lelio. E vin di Cémarie.

Florindo. E cioccolata. (rìdendo partono (I) Bett.: Non mi fate riderei (2) Neil" ed. Bett. è unita alla scena precedente.