Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/493


LA MOGLIE SAGGIA 477

Brighella. (Guarda ben, che dormirò sulla carega).

Corallina. (Via, caro marito, fammi questo piacere, va a chiamar la padrona).

Brighella. Ti me lo disi colle bone, anderò. (Oh che bel segreto!) (da sè, parte)

Arlecchino. La favorissa, dove ala impara la creanza?

Corallina. Compatite. Son qui da voi. Ho mandato mio marito a chiamar il padrone.

Arlecchino. Brava; così farò a lu l’ambassada.

Corallina. Ma ditemi. Che cosa vuole la signora Marchesa dal mio padrone?

Arlecchino. La ghe vol parlar.

Corallina. Viene spesso il signor Conte a ritrovarla?

Arlecchino. Oh! spesso.

Corallina. E Brighella viene con lui1?

Arlecchino. Seguro.

Corallina. In casa vostra starete allegri, vi saranno delle belle cameriere.

Arlecchino. Ghe n’è una, che no l’è el diavolo.

Corallina. (Ah maledetto! Per questo va2 volentieri). (da sè)

SCENA XIV.
La Contessa Rosaura e detti.

Rosaura. Chi è costui? (a Corallina)

Corallina. Il servo della signora marchesa Beatrice.

Rosaura. Che fai in questa casa?

Arlecchino. La perdona ... ero vegnudo ...

Rosaura. Che fai colla mia cameriera? Va via di qua; non voglio che i servitori trattino colle mie donne di casa.

Arlecchino. Ma mi son vegnudo ...

Rosaura. Lo so; m’ha detto Brighella che sei venuto a far il grazioso colla di lui moglie.

  1. Bett.: ancor lui?
  2. Bett. e Pap.: Per questo Brighella vi va ecc.