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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/484


Beatrice. Addio, Contessina, addio! (uh poco confusa)

Rosaura. (Si vede che la coscienza la rimorde. Il rossore le ver- rebbe sul viso, se un altro rosso non l’impedisse). (Ja sé, e parte

SCENA Vili (1).

La Marchesa BEATRICE sola. Che discorso ! che maniera ! che misto di rimproveri e di buone grazie ! Costei mi ha confusa, mi ha avvilita. Una donna che tratta i mariti altrui, è un’indegna, una perfida, una scellerata? Ah, queste espressioni vengono a me ! E ora me ne avvedo ? E non ho saputo rispondere? Ah, giuro al cielo, non son chi sono, se non mi vendico. Vo’ farle pagar caro quel veleno, ch’ ella mi ha fatto a mio dispetto ingoiare. (parte

SCENA IX.

Camera in casa del conte Ottavio. Corallina e Pantalone.

Corallina. No, signore, non è in casa.

Pantalone. Dove xela andada?

Corallina. Non lo so in verità.

Pantalone. Con chi xela andada?

Corallina. Col suo bracciere e con i suoi servitori.

Pantalone. Xe un pezzo?

Corallina. Un’ora in circa.

Pantalone. Credeu che la possa star un pezzo a vegnir?

Corallina. Non lo so in verità.

Pantalone. Ma dove mai porla esser andada?

Corallina. Bisogna dire che abbia avuta una gran premura. Non esce mai.

Pantalone. So mario l’ alo vista ? Salo che la xe fora de casa ?

Corallina. Egli è partito due ore prima. Non credo che lo sappia. ( I ) Neil’ ed. Bett. è unita alla scena precedente.