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IL TUTORE 397

Florindo. (Oimè! Che sento!) (da sè.)

Lelio. Ditemi, è questo un delitto sì grande, che meriti l’indignazione di mio padre.

Florindo. (Rosaura è stata in balia di Lelio?) (da sè)

Lelio. Mio padre è venuto, mi ha ritrovato a discorrere colla ragazza, ha messo sossopra il vicinato, e chi sente lui, pare ch’io abbia assassinato mezzo mondo.

Florindo. (Ah, l’onor mio vuole che io mi disimpegni!) (da sè)

Lelio. Eccovi tutta l’istoria. Caro amico, parlate voi a mio padre; ditegli che finalmente Rosaura non è una principessa; che non doveva negarmela, e che il suo sangue ha da prevalere alla sua tutela.

Florindo. (Ci penserò; non voglio che la passione m’acciechi). (da sè)

Lelio. Che cosa mi rispondete?

Florindo. Che vostro padre a ragion vi maltratta, che l’ardir vostro merita esser punito, e che da me non isperiate soccorso. (parte)

SCENA IV1.
Lelio solo2.

Lelio. Or sì che ho trovato un buon mediatore. Sta a vedere che Florindo ha qualche pretensione sopra la signora Rosaura; se così fosse, l’avrei fatta bella!3 Ah se potessi parlare colla signora Beatrice! Con tutto quel che le ho fatto, spererei guadagnarla. Ella è portata per la gioventù; quantunque in casa vi sia mio padre, credo meglio arrischiarmi, e ritentare la mia fortuna. (entra in casa)

  1. È unita alla scena preced. nell’ed. Bett.
  2. Pap. aggiunge: poi alcuni birri col loro capo.
  3. Segue nelle edd. Bett., Pap. ecc.: «Che gente è quella? Mi pajono birri. Vengono a questa volta; assolutamente mi cercano. Il loro numero non mi spaventa. Se ardiranno accostarsi, sarà peggio per loro. I birri s’avanzano per arrestar Lelio, egli si difende con spada e pistola. Essi retrocedono. Lui per salvarsi rinculando entra in casa di Rosaura, e chiude la porta. Bargello. Ah, non è nostro decoro che un uomo solo ci abbia intimoriti. Andiamo a prendere dell’altra gente. Attendiamolo ch’egli esca, prendiamolo a forza. Due di voi restino a guardar i posti, e se fugge, tenetegli dietro. E pur è vero; noi altri maneggiamo tutto il giorno armi da fuoco, e una pistola ci fa paura. Ma la vita ci preme a tutti. Tutti partono».