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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/395


Ottavio. (Toma a sedere) Che uomo furioso è quel Pantalone! Sa dove sono, li ha trovati, poco più, poco meno, non vi era tanta fretta. Ehi ! Chi è di là ?

SCENA Xlll.

Beatrice, Ottavio e poi un Servitore.

Beatrice. Chiamate?

Ottavio. Sì, dove sono coloro?

Beatrice. Io non lo so. Che ha il signor Pantalone, che l’ ho veduto andar via riscaldato?

Ottavio. E matto.

Beatrice. Avete gridato insieme?

Ottavio. Oh, io non grido mai.

Beatrice. E voi, che fate col tabarro ed il cappello?

Ottavio. Volevo appunto che me lo cavassero.

Beatrice. Ma perchè ve lo siete messo?

Ottavio. Avevo d’ andare con Pantalone.

Beatrice. A far che?

Ottavio. A far che, eh? A cercare di quella bricconcella di vostra figlia.

Beatrice. Come? Non è ella da quelle giovcini, ove deve esser collocata ?

Ottavio. Sì, collocata ! Lelio ve l’ha ficcata.

Beatrice. Oh cielo ! Che dite ? Lelio m’ ha ingannata ? Suo pa- dre non l’ha mandata a prendere ? Oimè ! che sarà mai ?

Ottavio. Orsù, non venite qui colle vostre smanie a farmi serrar il cuore.

Beatrice. Ah Ottavio ! Ah fratello mio ! Siamo rovinati ! (piange)

Ottavio. Via, non piangete. L’ hanno ritrovata.

Beatrice. L’ hanno ritrovata ?

Ottavio. Sì. L’ hanno ritrovata a Castello.

Beatrice. Oh cielo! Dove? Insegnatemi dove. Anderò a ricercarla.

Ottavio. Non v’ infuriate, è andato il signor Pantalone.

Beatrice. E voi perchè non ci siete andato?