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innamorare gli spettatori di essa, e darle poscia maggior risalto col confronto dei vizj e delle loro pessime conseguenze.

Ecco dunque con tale idea formato il mio Tutore, attento, puntuale, fedele, dalla cui onoratezza, sollecitudine e zelo, potranno apprendere quelli che assunto hanno un tal carico, quale sia il dover loro, quale impegno si debban prendere, non solo negl’interessi de’ Pupilli, ma nell’onore di essi, e nella di loro più convenevole educazione.

Ottavio, contutore di Pantalone, ci rappresenta un’altra specie ridicola di quei Tutori, che per ragione di sangue si chiaman tali, ma per incuria, ignoranza o poltroneria rovinano i Pupilli congiunti loro. Questi è un personaggio ridicolo sulla Scena, ma lagrimose sono le conseguenze di quelli che realmente così si governano.

Anche il carattere di Beatrice merita di essere considerato: insegna alle Madri pazze, a quelle Madri che amando ad onta dell’età la conversazione, si servono delle Figliuole per coltivarla, insegna loro che il mal esempio, la mala educazione e la poca custodia mette in pericolo l’innocenza, e rovina senza avvedersene il proprio sangue.1


  1. Nell’ed. Paperini di Firenze (t. II. 1753), dove per la prima volta fu stampata questa prelazione, seguiva ancora: Questa Commedia, stampata in Venezia nel Tomo V dal Bettinelli, ebbe l’onore che le stampassero in fine un Sonettaccio recitato dal Pantalone. I Comici a’ quali sembra aver guadagnato assaissimo, qualor si sentono dall’Udienza batter le mani, pregavano me sovente, che per ottenere cotale applauso facessi loro un Sonetto; qualche volta li ho compiaciuti, ma che Sonetti sono questi? Robaccia da Scena, che niente ha che fare colla Commedia, ed è una impertinenza che mi si stampino ad onta mia, ed io lo deggio con amarezza soffrire.