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314 ATTO TERZO

SCENA XIII.
Don Alonso e detto.

Alonso. Don Garzia, parlatemi chiaro. Siete mal soddisfatto di me? Son pronto a darvi soddisfazione.

Garzia. Sì, la pretendo, e la voglio.

Alonso. Andiamo dove volete.

Garzia. Alò, di qui non si esce.

Alonso. E volete battervi in questa casa?

Garzia. Io sono l’offeso. A me tocca la scelta del luogo e dell’ armi.

Alonso. Dell’armi? Non volete battervi colla spada?

Garzia. No; voglio battermi colla pistola.

SCENA XIV.
Corallina e detti.

Corallina. (Sotto una portiera ascolta tulto non veduta, poi con ammirazione parte1.)

Alonso. Dove son le pistole?

Garzia. Eccole, esaminatele, e caricate la vostra.

Alonso. Sono due belle canne. Gli acciarini sono perfetti, bellissima incassatura. Tenete, io prendo questa e la carico.

Garzia. Imparerete a trattare co’ pari miei, (caricando la pistola)

Alonso. Più flemmatico, signor tenente. (caricando la sua)

Garzia. Vi abbrucerò.

Alonso. Siamo in due, signor tenente.

Garzia. Non siete degno di vivere.

Alonso. Io ho caricato.

Garzia. Voglio chiuder la porta. (va a chiudere)

Alonso. Prendiamo i posti.

Garzia. Ecco, appoggiamoci a queste sedie. (si appoggiano a due sedie, in distanza)

  1. Segue nell’ed. Pap.: «Alon. Colla pistola? Di che si tratta? Garz. Si tratta d’onore. Se recusate il cimento, siete un vile. Alon. Io non lo ricuso. Dove son le pistole?».