Apri il menu principale

Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/315


SCENA XV.

Don Garzia e detti.

Garzia. Bravo signor alfiere ! Chi porterà per voi la bandiera ?

Alonso. Io farò il mio dovere. (vuol uscire)

Garzia. Eh, divertitevi colla vostra bella. (F impedisce)

Alonso. Liberate il passo. (tenta passare Garzi A. Consolatevi ancora un poco. (come sopra)

Alonso. Eh, giuro al cielo! (dà una spinta a don Garzia, che trabal- lando si scosta ; indi parte correndo. Rosaura entra in altra camera.

SCENA XVI.

Doti Garzia, poi Beatrice.

Garzia. Ah temerario ! ti raggiungerò. (mette mano alla spada e va per uscire dalla porta)

Beatrice. Dove colla spada alla mano?

Garzia. A voi non rendo conto de’ passi miei.

Beatrice. Per questa porta non passerete. (chiude /’ uscio)

Garzia. Lieve ostacolo per uscire.

Beatrice. No, non si passa senza uccidere chi l’ impedisce. (si sente suonar il tamburo)

Garzia. Presto, toglietevi da quella porta.

Beatrice. No, se prima non mi sposate.

Garzia. Che sposarvi? Ho da sposarvi (’) a suon di tamburo?

Beatrice. Avete a darmi la mano ; avete a mcintenermi la fede ; altrimenti di qui non parto.

Garzia. (Oimè ! il tempo passa, la compagnia è sull’ armi ; pe- ricola l’onor mio), (da sé) Giuro al cielo, toglietevi di costì ! (2)

Beatrice. Svenatemi.

Garzia. (Che faccio ! minacciare una donna ?) (da sé)

Beatrice. Via, uccidetemi, se avete cuore. (1) Pap.: sposarmi. (2) Segue nell’ed. Pap.: « Beatr. No, se non mi sposale. Garz. Vi ferirò. »