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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/313



saliscono con mille spade al seno, e l’ immagine della sua morte accelera ad ogni istante la mia. Oh cielo ! sento che mi ab- bandonan le forze. (si getta a sedere

SCENA XIV.

Don Alonso e detta.

Alonso. Rosaura, idolo mio.

Rosaura. Oimè ! voi siete? Voi, mio caro? In libertà? In questa casa? Come? Perchè? Partite? Restate? Consolatemi, per pietà.

Alonso. Se basta la fede mia a consolarvi ...

Rosaura. Sedete, caro, non posso reggermi in piedi. (Alonso siede)

Alonso. Se basta la mia fede, eccomi di nuovo ad assicurarvene eternamente. Voi possedete il mio cuore ; per voi, se il cielo mi serba in vita, per voi sarà questa mano ; e se dispone il fato ch’ io mora, morirò vostro marito (’), col dolce nome di Ro- saura fra le mie labbra.

Rosaura. Oimè ! che nuova specie di tormento mi arrecano le vostre voci? Ah, se prima sospirai di vedervi, or bramerei di non avervi veduto. Che fiero distaccamento per me fìa questo ! Che immagine d’orrore m’infonde nell’anima la vostra partenza! Ah don Alonso, il vostro periglio è incerto, e la mia morte è sicura.

Alonso. No, cara, non temete che il dolore vi uccida. Ciò ac- caderebbe, se la speranza non vi consigliasse ad attendere il mio destino. Vado a combattere per l’ onor mio, e mi vedrete tornar glorioso a deporre a’ vostri piedi la spada. Sì, vi ho promesso il sacrificio di questa spada, e lo farò, mia vita ; sì, lo farò, e meco vivrete contenta, ed io m’ appagherò del trionfo del vostro cuore, dell’ acquisto della vostra bellezza.

Rosaura. Belle lusinghe ad un’ anima innamorata ! Queste durano fin che vi vedo. Ah, partito che siete, il dolore s’ impossessa vie più del mio spirito, e non vi prometto di vivere lungamente. (I) Pap.: morirò vostro, morirò col dolce ecc.