Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/302

290 ATTO SECONDO

SCENA IV.
Corallina, poi Arlecchino e soldati.

Corallina. Che imbroglio è mai questo! Nuova gente in casa? Povero don Alonso, avranno saputo ch’egli faceva all’amore colla padrona di casa, e lo avranno levato dall’occasione. Per me non ci penso. Anzi, per dir vero, mi piace la novità.

Arlecchino. Corallina. (esce dalla camera ov’era entrato cogli altri soldati)

Corallina. Arlecchino?

Arlecchino. Andè, camerade, che vegno. (i soldati partono)

Corallina. Che fai in questa casa coll’abito da soldato?

Arlecchino. Ho acquistà el primo grado d’onor.

Corallina. Sì? me ne rallegro. Che cosa sei diventato?

Arlecchino. El facchin della compagnia.

Corallina. Almeno guadagnerai qualche cosa.

Arlecchino. Oh, siora sì.

Corallina. Ti pagano bene? Ti regalano?

Arlecchino. E come!

Corallina. Che cosa ti hanno regalato?

Arlecchino. Vintiquattro bastonade1.

Corallina. Oh povero Arlecchino! E vuoi continuare a fare il militare?

Arlecchino. Se savesse come far a desmilitarme!

Corallina. Si prova.

Arlecchino. Ho provà.

Corallina. E così?

Arlecchino. I m’accoppa de bastonade.

Corallina. Dunque è finita? Non puoi più avere la tua libertà? Povera Corallina, che ha perso il suo caro Arlecchino! Ti voleva tanto bene, e ora a vederti soldato mi sento crepar dal dolore.

Arlecchino. Auh, auh, auh, coss’oia mai fatt? Auh. (piange)

Corallina. Se fosse in libertà il signor don Alonso, procurerei io la tua cassazione.

  1. Pap.: potentissime bastonade.