Apri il menu principale

Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/290


Arlecchino. Bastonade?

Corallina. E di che sorta ! E poi anderai alla guerra, a peri- colo di perder un braccio, (0 o di perder un occhio, o di perder la testa.

Arlecchino. La testa? No voi alter soldado.

Corallina. Caro Arlecchino, se mi avessi voluto bene, non avresti fatta questa risoluzione.

Arlecchino. Gnente, ghe remedio subit, ghe dagh indrè la so roba, e desf ogni cosa.

Corallina. Sì, caro Arlecchino, mettiti in libertà.

Arlecchino. Va a ca, aspettarne, che adesso vegno.

Corallina. Guarda di non mi burlare.

Arlecchino. Ti vederà.

Corallina. (Povero Arlecchino ! gli voglio bene. Un marito sciocco come lui non lo trovo, se lo cerco per tutto il mondo). (da sé, parte)

Arlecchino. Alla guerra ? Perder la testa ? Perder Corallina ? Oh, no vói alter. Sior caporal, una parola.

Caporale. Che cosa volete?

Arlecchino. Tolì el voster abit, tolì el voster felippo, e no voi alter da vu.

Caporale. Come ! siete pazzo ?

Arlecchino. Ve digh che no voi alter.

Caporale. Siete rimesso, siete nel ruolo, avete avuto l’ ingaggio, avete avuta la montura, non è più tempo di dir non voglio.

Arlecchino. O tempo, o no tempo, tegnì el voster vestido. (vuole spogliarsi Capof^LE. Giuro al cielo, non vi spogliate.

Arlecchino. e mi me voggio spoiar.

Caporale. Vi bastonerò.

Arlecchino. Chi bastonerì?

Caporale. Voi.

Arlecchino. Sangue de mi, ve pelerò i mustacchi. (1) Segue nell’ed. Pap. : ^ Ari. Eh, ghe n’ho do. Cor. O di perder un occhio. Ari. Ghe n’ ho do. Cor. O di perder la lesta. Ari. Oh, la letta mo l’è una sola. No eòi ecc. ».