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L'AMANTE MILITARE 277

Arlecchino. Contentissimo.

Brighella. Ho gusto. Stè qua, no ve partì; vado a avvisar el nostro capitanio.

Arlecchino. Saludèlo da parte mia.

Brighella. Volentiera. (Caporal, ve lo consegno; vardè che nol se slontana). (parte)

Arlecchino. Animo, bevemo, stemo allegramente. (canta)

SCENA XIV.
Corallina e detti.

Corallina. (Come! Arlecchino soldato?)1 (da sè)

Arlecchino. Corallina, allegramente. Ah! cossa te par? Fazzio bona figura?

Corallina. Bravo. E questa la parola che data mi hai di sposarmi?

Arlecchino. E perchè no te possio sposar?

Corallina. Uno di questi giorni marcerai coll’armata, e mi pianterai.

Arlecchino. Oh bella! Ti marcerà anca ti coll’armada.2

Corallina. No, no, se sei pazzo tu, non son pazza io. Vattene, ch’io più non ti voglio.

Arlecchino. Ah cagna! cussi ti me abbandoni?

Corallina. Perchè farti soldato?

Arlecchino. Per magnar e bever,3 esser vestido, calzado, e no far gnente a sto mondo.

Corallina. Povero sciocco, te n’accorgerai.

Arlecchino. Me n’accorzerò? Mo per cossa?

Corallina. L’invemo colla neve e l’estate col sole starai sulle mura collo schioppo in ispalla: Chi va là? Dormirai sulla paglia, faticherai a far l’esercizio, e se fallerai, saranno bastonate. (1) (2) (3)

  1. Pap.: Arlecchino si è fatto soldato?
  2. Segue nell’ed. Pap.: «Cor. Sei stato tanto geloso, perchè parlavo con qualche soldato, e soffriresti poi di vedermi in mezzo ad un’armata? Arl. Te dirò, dopo che son deventà soldà, m’è andada via tutta la gelusia. Cor. No no, se sei ecc.»
  3. Pap. aggiunge: e star allegro.