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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/289


Arlecchino. Contentissimo.

Brighella. Ho gusto. Stè qua, no ve partì ; vado a avvisar el nostro capitanio.

Arlecchino. Saludèlo da parte mia. BrighelL-A. Volentiera. (Caporal, ve lo consegno ; vardè che noi se slontana). (parte)

Arlecchino. Animo, bevemo, stemo allegramente. (canta

SCENA XIV.

Corallina e detti.

Corallina. (Come! Arlecchino soldato?) (I) (da sé)

Arlecchino. Corallina, allegramente. Ah ! cossa te par ? Fazzio bona figura?

Corallina. Bravo. E questa la parola che data mi hai di spo- sarmi?

Arlecchino. E perchè no te possio sposar?

Corallina. Uno di questi giorni marcered coli’ armata, e mi pian- terai.

Arlecchino. Oh bella ! Ti marcerà anca ti coli’ armada. (2)

Corallina. No, no, se sei pazzo tu, non son pazza io. Vattene, ch’ io più non ti voglio.

Arlecchino. Ah cagna ! cussi ti me abbandoni ?

Corallina. Perchè farti soldato?

Arlecchino. Per magnar e bever, (3) esser vestido, calzado, e no far gnente a sto mondo.

Corallina. Povero sciocco, te n’ accorgerai.

Arlecchino. Me n’accorzerò? Mo per cossa?

Corallina. L’ mvemo colla neve e l’estate col sole starai sulle mura collo schioppo in ispalla : Chi va là ? Dormirai sulla pa- glia, faticherai a far l’ esercizio, e se fallerai, saranno bastonate. (1) Pap.: Arlecchino si è fatto soldato? (2) Segue nell’ed. Pap.; « Cor. Sei stato tanto geloso, perchè parlavo con qualche soldato, e soffriresti poi di vedermi in mezzo ad un’ armata ? Ari. Te dirò, dopo che son deventà soldo, m’ è andada via tutta la gelusia. Cor. No no, se sei ecc. > (3) Pap. aggiunge: e star allegro.