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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/201


Rosaura. Ho piacere che sia venuta la signora Beatrice ; ci terrà un poco di compagnia.

Pantalone. Ma la vien molto presto a favorirne. Xe poco che semo qua, e subito la ne corre drio? No vorria che ghe fusse qualche intelligenza. Ah? cossa disela, patrona?

Rosaura. Voi sempre sospettate di me : gran disgrazia è la mia ; voi non mi credete.

Pantalone. Son vecchio, fia mia, e ho impara per esperienza, che a pensar mal, spesse volte la se indovina.

SCENA VI.

Beatrice e detti.

Beatrice. Ah! cosa dite? Vi ho fatto una bella burla?

Rosaura. Bravissima, bravissima.

Pantalone. Me despiase che la se sarà burlada eia.

Beatrice. Perchè?

Pantalone. Perchè la starà mal, la farà penitenza.

Beatrice. Eh sì, sì, mi contento. Avete bevuto la cioccolata ?

Pantalone. L’ ho bevua, ma se la comanda ...

Beatrice. Sì, sì, fatemela portare con tre o quattro biscottini. L’ ac- qua mi ha fatto venir fame.

Pantalone. Oe, gastalda.

SCENA VII.

Corallina e detti.

Corallina. Son qua, cossa comandela?

Pantalone. Porte la cioccolata a sta zentildonna.

Beatrice. Ehi, portami dei savoiardi.

Corallina. (Maledetta, cos’ è sto portami ?) (da sé)

Beatrice. Hai capito?

Corallina. Siora? parlela con mi?

Beatrice. Con te, con te.

Corallina. Te, te, te, te. Ala perso el so cagnoletto?