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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/145



ordinario. Lo vado lunsingando pei averlo a mia disposizione occorrendo ; ma se trovo meglio, lo lascio. Fin che vive il signor Pantalone, se posso, voglio stare con lui e non voglio che si mariti. Se prendesse me, anderebbe bene ; ma la castalda non la vorrà prendere ; e poi non mi ha mai detto niente di ciò, non mi ha mai dato un menomo motivo di potermene lusin- gare. Mi fa delle finezze, ma non sono di quelle che dico io. Basta, tiriamo innanzi cosi. Solo lui, sola io, viva ancora un paio di armi, e m’ impegno di fare la mia fortuna. Vero è, che per avanzare tutto per me, dovrei far tener di mano al padrone, ma se facessi così, mi renderei odiosa e sospetta a tutto il resto del mondo. Vo’ far il mio interesse con buona grazia ; non voglio essere di quelle castalde che vogliono tutto per loro, ma di quelle più accorte, che sanno pelar la quaglia senza farla strillare. Fine dell’Atto Primo.