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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/133


Corallina. In questo tutto.

Frangiotto. e per me niente.

Corallina. E per voi tutto.

Frangiotto. Ma come tutto per me, se volete tutto far voi?

Corallina. Il tutto per me non ha da pregiudicare il tutto per voi.

Frangiotto. Spiegatevi, ch’ io non vi capisco.

Corallina. Siete pur zotico. Tutto per me il maneggio di casa, tutte per me le chiavi, tutto per me il fare, il disfare, l’ an- dare, lo stare, il tornare, il disponere, il comandare.

Frangiotto. Per voi?

Corallina. Per me.

Frangiotto. E per me?

Corallina. Tutto per voi, il mangiare, il bevere, il lavorare.

Frangiotto. E non altro?

Corallina. E per voi tutto il cuore di Corallina, e Corallina istessa tutta tutta per voi.

Frangiotto. Per me?

Corallina. Per voi.

Frangiotto. Tutta?

Corallina. Tuttissima.

Frangiotto. A crederlo vi ho qualche difficoltà.

Corallina. Mi fate torto, signor Frangiotto.

Frangiotto. Compatitemi, son uno che parlo schietto.

Corallina. Di che cosa potete voi dubitare?

Frangiotto. Che siccome facciamo noi a metà col padrone de’ beni suoi, egli non abbia a fare a metà con me del cuore di mia consorte.

Corallina. Del cuore non sarebbe gran cosa.

Frangiotto. Sì, ho parlato con modestia. Ma c’intendiamo; quando dico del cuore, m intendo anche della coratella. CoF^LLlNA. A questo proposito, vi dirò prima di tutto, essere la gelosia il peggior canchero che soffrir si possa. Che questa poi è più bestiale e più irragionevole in chi serve, e ha bisogno di coltivarsi il padrone ; e per ultimo, essendo il nostro pa-