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I MERCATANTI 89

Faccenda. Ma che ha detto monsieur Rainmere?

Pancrazio. Siamo stati nello scrittoio insieme, ha veduto i conti, non gli ho celato nulla. Parve1 contento, ed è andato via senza dirmi nulla.

Faccenda. Possibile che l’abbandoni?

Pancrazio. Non so che dire; mi raccomando al cielo, e lascio operare a lui.

Faccenda. Vuole che vada io da monsieur?

Pancrazio. Sì, caro Faccenda. Intanto anderò io da mio figlio. (va per andarsene)

Faccenda. Si fermi, che viene l’Olandese.

Pancrazio. Parti, parti.

Faccenda. Vado a dar delle parole a quei che aspettano, (parte)

SCENA XI (2).
Pancrazio, poi Monsieur Rainmere con un Uomo che porta un sacchetto in ispalla.

Pancrazio. Ha un uomo con lui. Chi mai è?

Rainmere. Metti lì.2 (l'uomo pone il sacchetto sul tavolo)

Pancrazio. Monsieur Rainmere. (con allegrezza)

Rainmere. Quelli sono seimila ducati.

Pancrazio. Seimila?...

Rainmere. E quattromila val questa lettera. (gli dà un foglio)

Pancrazio. Che siate benedetto! Lasciate che vi dia un bacio.

Rainmere. Bene obbligato. (si danno i due soliti baci)

Pancrazio. Voi mi date la vita, mi date lo spirito, mi rinnovate il sangue, che dalle mie disgrazie principiava a guastarsi.

Rainmere. Fatemi la lettera di cambio, tempo due anni, coll’interesse ad uso di piazza.

Pancrazio. Subito ve la faccio.

Rainmere. L’ho fatta io, sottoscrivetela. (gli dà una carta)

  1. Pap.: Parve forse ecc.
  2. Sc. XII nell’ed. Pap. (3) Segue nell’ed. Pap.: «a Pancr. Che cosa sono? con allegrezza. Rain. Vattene. l’uomo parte. Pancr. Monsieur Rainmur ecc.».