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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/99


Faccenda. Ma che ha detto monsieur Rainmere?

Pancrazio. Siamo stati nello scrittoio insieme, ha veduto i conti, non gli ho celato nulla. Parve (0 contento, ed è andato via senza dirmi nulla.

Faccenda. Possibile che l’ abbandoni ?

Pancrazio. Non so che dire; mi raccomando al cielo, e lascio operare a lui.

Faccenda. Vuole che vada io da monsieur?

Pancrazio. Sì, caro Faccenda. Intanto anderò io da mio figlio. (va per andarsene)

Faccenda. Si fermi, che viene l’Olandese.

Pancrazio. Parti, parti.

Faccenda. Vado a dar delle parole a quei che aspettano, (parte

SCENA XI (2).

Pancrazio, poi Monsieur Rainmere con un Uomo che porta un sacchetto in ispalla.

Pancrazio. Ha un uomo con lui. Chi mai è?

Rainmere. Metti lì. (3) (Tuomo pone il sacchetto sul tavolo)

Pancrazio. Monsieur Rainmere. (con allegrezza)

Rainmere. Quelli sono seimila ducati.

Pancrazio. Seimila?...

Rainmere. E quattromila vai questa lettera. (gli dà un joglio)

Pancrazio. Che siate benedetto ! Lasciate che vi dia un bacio.

Rainmere. Bene obbligato. (si danno i due soliti bacì)

Pancrazio. Voi mi date la vita, mi date lo spirito, mi rinno- vate il sangue, che dalle mie disgrazie principiava a guastarsi.

Rainmere. Fatemi la lettera di cambio, tempo due anni, coli’ in- teresse ad uso di picizza.

Pancrazio. Subito ve la faccio.

Rainmere. L’ ho fatta io, sottoscrivetela. (gli dà una carta (I) Pap.: Paroe forse ecc. (2) Se. XII neired. Pap. (3) Segue nell’ed. Pap.: « a Panar. Che cosa sono ? con allegrezza. Rain. Vattene. V uomo parte. Pancr. Monsieur Rainmur ecc. >.