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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/97


Madamigella. Parlate più di morire? (con dolcezza)

Giacinto. No cara.

Madamigella. Cara mi dite?

Giacinto. Sì. Se mi date la vita.

Madamigella. Promettetemi di far buon uso de’ miei consigli.

Giacinto. Lo prometto, lo giuro.

Madamigella. Così mi basta.

Giacinto. Vi basta?

Madamigella. Sì, mi basta così.

Giacinto. E non mi chiedete altro?

Madamigella. Che poss’ io domandarvi di più?

Giacinto. Non mi domandate il cuore?

Madamigella. Non conviene a me ricercarlo.

Giacinto. E vero, tocca a me il darvelo; è tutto vostro.

Madamigella. Non lo accetto per ora.

Giacinto. Perchè?

Madamigella. Sul punto che io vi fo un benefizio, non esigo la ricompensa. 11 dono del vostro cuore potrebbe ora essere una mercede involontaria : pensateci. Vi lascio in libertà di disporre di voi medesimo. (parte

SCENA IX.

Giacinto solo. Sarei un barbaro, se le negassi affetto. (0 Che massime! Che discorso! Che buon amore! Ma non sono io degno di ottenerla. Suo zio non me l’accorderà (2). Mio padre non vorrà ch’ io la pren- da ; ed ella, quantunque paia che abbia per me dell’ amore, non si fiderà, non mi crederà, si scorderà di me (3). Ah, temo di ricadere nella mia nera disperazione. (parte (I) Pap. aggiunge: Povera giovine! (2) Pap. aggiunge: con giustizia. (3) II se- guito della se. IX e la $c. X, come si leggono nell’ed. Paperini, vedi in Appendice (A. III, se. VIII e IX).