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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/91


Beatrice. Che cosa vorresti dire?

Faccenda. Niente, signora ...

Rainmere. Che vuoi?

Faccenda. Il mio padrone desidera parlare a V. S., se si può ... (parlando a Beatrice)

Rainmere. Dove vi è la figliuola, può venire il padre liberzunente.

Faccenda. Benissimo. (parte)

Beatrice. Signore, io partirò. (si alza)

Rainmere. Potete restare.

Beatrice. Non ho per mio padre così poco rispetto.

Rainmere. (Buona figliuola). (da sé)

Beatrice. Vi prego (0 non interpretare sinistramente le mie parole.)

Rainmere. Io non penso male di chi mi fa l’onore di amarmi.

Beatrice. Io non ho detto di amarvi.

Rainmere. Ma lo capisco ...

Beatrice. Ecco mio padre. Vi sono serva.

Rainmere. Vostro servitore, madamigella.

Beatrice. (Ah fortuna, non m’ ingannare). (da sé; parte

SCENA IV.

Monsieur RaINMERE, poi PANCRAZIO.

Rainmere. In questa casa tutti non somigliano a madamigella Bea- trice. Ella ha delle massime ... Signor Pancrazio, vostro ser- vitore obbligato.

Pancrazio. Monsieur, compatitemi se vengo a disturbarvi.

Rainmere. Mi fate onore.

Pancrazio. Mi date licenza che sieda?

Rainmere. Sì, accomodatevi; lo farò ancor io. (siedono)

Pancrazio. Non so come principiare ...

Rainmere. Volete fumare una pipa? (1) Segue neir ed. Pap.: « non formare di me sinistro concetto. Rain. Perche questo ? Beatr. Perchè vi ho spiegato liberamente il mio cuore. Raìn. Io non penso male di chi dice d’amarmi. Beatr. Ma siete però un ingrato. Rain. No, madamigella, non lo sono. Beatr. Lo vedremo. Rain. Lo vedrete. Beatr. Ecco mio padre ecc. ». /