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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/88


Madamigella. Sì ; per voi.

Rainmere. (Senza parlare va lentamente al baule, poi si volta) Pian- gerà per le disgrazie della sua casa.

Madamigella. A me ha confidato il motivo delle sue lagrime.

Rainmere. Credete che ella le versi per me?

Madamigella. Certamente.

Rainmere. Voi m’adulate. (ripone il sacchetto nel baule)

Madamigella. Eccola. La vedete? (accenna di vederla in lontano)

Rainmere. Non mi pare che pianga.

Madamigella. Ha gli occhi rossi. Il timore suol trattenere le la- grime.

Rainmere. Osservate. Ella vi chiama.

Madamigella. Mi permettete che io la faccia venir qui?

Rainmere. Cerca di voi, non cerca di me. Andate. (va al baule, voltandosi dalT altra parte)

Madamigella. Mi fa cenno che vorrebbe parlarvi.

Rainmere. Nipote, voi vi prendete spasso di me. (voltandosi)

Madamigella. Perdonatemi: non ardirei di farlo. Amica, volete me, o il signore zio?

Rainmere. (Sì volta, come per rossore.)

Madamigella. Desidererebbe parlare con voi.

Rainmere. Con me?

Madamigella. Sì, signore ; se non volete ascoltarla, unirà éuiche questo agli altri favori di uno che mostrava d’amarla.

Rainmere. Fatela venire. (va a chiudere il burò)

Madamigella. (Chi sa! S’egli avesse compassione della sorella, potrei anch’ io aver tempo di guadagnare il fratello), (da sé, parte)

Rainmere. (Chiuso il burò, va per chiudere il baule) Ehi, partite, (ai servitori, che partono) L’amo, ma non ho mèli detto d’ amarla. Queste donne conoscono troppo bene i movimenti degli occhi. (chiude il baule) Eccola.