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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/74


SCENA XI.

Corallina sola. Pasquino disgraziato ! L’ ho tanto pregato che non dica niente a nessuno, e subito lo ha detto a quel chiacchierone di Faccenda! Me la pagherà. Lo voglio far pentire. È vero che ancor io aveva promesso di non parlare, e ho parlato : ma finalmente l’ho detto ad uno che ha da essere mio marito, ed egli lo va a dire a Faccenda? Me la pagherà! Ma ora che ci penso, il padrone mi dice che i miei denari li ho perduti, che il pa- droncino me li ha mangiati? Non vorrei che fosse la verità. Eh, non può essere ; se li ho veduti nella borsa due ore sono, se vi ha messi dentro anche (’) li due zecchini del dito mi- gnolo (2).

SCENA XII.

Camera in casa di Pancrazio. Madamigella Giannina e Beatrice.

Madamigella. Così è, amica, voglio provarmi.

Beatrice. Farete un’opera portentosa.

Madamigella. Credo che nel signor Giacinto vi sia un fondo buono, e che tutto il male provenga dai pregiudizi che si sono nel di lui spirito insinuati. Questi si possono facilmente distrug- gere, quando l’uomo riducasi ad ascoltare un linguaggio nuovo, che abbia forza di scuotere la ragione e di convincere la vo- lontà.

Beatrice. Mio fratello avrebbe a voi una obbligazione ben grande, se arrivaste a correggerlo, ad illuminarlo, e l’ avrebbe a voi tutta questa nostra povera casa afflitta e disordinata per sua cagione.

Madamigella. Non è egli in casa? (1) Pap.: in fino. (2) Pap.: picciolo. - Seguono qui nell’ed. Paperini due scene, che si leggono in Appendice (A. Il, se. 9).