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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/72


SCENA VIII.

Pancrazio, poi Faccenda.

Pancrazio. Pover’ uomo ! da una parte mi fa pietà.

Faccenda. Le fa pietà? E l’uomo più fìnto che vi sia al mondo.

Pancrazio. Perchè dici ch’ è fìnto ?

Faccenda. Non sente? E medico, e le augura buona salute.

Pancrazio. Mi augura vita e salute, acciò non muoia prima di pagarlo.

Faccenda. E vuole addossarsi vossignoria quest’ altro debito?

Pancrazio. O salvar tutto, o perder tutto. E se mi salvo io, voglio anche salvare il mio figlio.

Faccenda. E poi ...

SCENA IX.

Corallina in zendale e detti

Corallina. Oh signor padrone ...

Pancrazio. Che fate a quest’ora fuori di casa?

Corallina. Veniva in cerca di lei.

Pancrazio. V è qualche novità ?

Corallina. Ho premura di dirle una cosa.

Pancrazio. Per parte di chi?

Corallina. Per parte mia.

Pancrazio. E non potete aspettare a parlarmi a casa?

Corallina. Vorrei che mi restituiste i miei cento e cinquanta ducati.

Pancrazio. Per qual ragione? Non vi pago il vostro prò pun- tuale ?

Corallina. Compatitemi, non ve li lascio, se non mi date il dieci per cento.

Pancrazio. Il dieci per cento? Con chi credete parlare? Chi vi ha posto in capo simile bestialità ?

Corallina. Ho trovato chi me lo dà.