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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/64


Lelio. Che cosa posso fare per voi ?

Giacinto. Sono senza denari.

Lelio. Dovevate tralasciar di giuocare. (parte

SCENA IV.

Giacinto, poi monsieur Rainmere.

Giacinto. Questo è il bel conforto che mi ha dato : dovevate tra- lasciar di giuocare. Un amico parla in tal guisa? Un amico che me ne ha mangiati tanti? (0 Ci parleremo. Ma intanto sono senza quattrini, non so dove battere il capo.

Rainmere. (Diecimila ducati? Ho data la mia parola). (da sé, passeggiando)

Giacinto. (Questo mi potrebbe aiutare).

Rainmere. (Bisogna andare al Bancogiro. Ho data la mia parola).

Giacinto. Monsù, votre servan.

Rainmere. (Lo guarda e lo deride.)

Giacinto. Coman ve porte vu, monsù?

Rainmere. (Sorride e non risponde.)

Giacinto. Io sto malissimo.

Rainmere. Che male avete?

Giacinto. Non ho denari.

Rainmere. Signore, questa è la vostra salute.

Giacinto. Perchè la mia salute?

Rainmere. Il perchè voi mi dispenserete di dirlo.

Giacinto. Ditelo, che mi fate piacere.

Rainmere. Perdonate; perchè quando non avrete denaro, sarete meno vizioso.

Giacinto. Chi sono io? un malgoverno?

Rainmere. Perdonate.

Giacinto. Ho bisogno di denari per fare li fatti miei, e non per gettarli via.

Rainmere. Bene. (I) Pap. aggiunge : Briccone I