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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/569


Florindo. Non avete sentito ? (’)

Corallina. Oimè, l’allegrezza mi leva il respiro. Non merito tanto bene, non merito tanta carità. Caro signor padrone ...

Ottavio. Ti perdono ; ma fuori di casa mia.

Lelio. Oh cane rabbioso ! (ad Ottavio)

Corallina. Ha ragione il signor Ottavio. Più non merito la sua casa, l’amor suo, la sua grazia, ti anche troppo per me un generoso perdono. Anderò in villa, dove son nata ; finirò i giorni miei come merito ; e mi ricorderò a mio rossore che ho per- duta la mia fortuna, per essere stata una donna vendicativa. Fine della Commedia. (I) Pap. aggiunge: iulti