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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/563


SCENA XXII.

Ottavio di camera, come sopra. Rosaura è lì. Florindo ha da venir qui. E Coróillina con lui. E Lelio con mia figlia. Oh che macchine ! Oh che rigiri ! Oh che femmina scellerata ! Presto, presto ; si deluda, si scopra, e poi si ammazzi. (apre la porta di Rosaura

SCENA XXIII.

Rosaura con lume in mano, e detto.

Rosaura. Povera me ! signor padre.

Ottavio. Zitto.

Rosaura. Per carità.

Ottavio. Zitto, dico.

Rosaura. Son morta.

Ottavio. Va lì dentro. (accenna la camera dov’ era lui)

Rosaura. Aiuto.

Ottavio. Se tu parli, t’ ammazzo.

Rosaura. Cielo, aiutami. (entra)

Ottavio. La vogliam veder bella. Scellerata! Il vecchiaccio eh? Me la pagherai. (entra doo’ era Rosaura

SCENA XXIV.

Corallina e Florindo allo scuro. FlorineX). Ma dove mi conducete?

Corallina. Venite con me, che la signora Rosaura verrà fra poco.

Florindo. Corallina, badate bene ...

Corallina. Non sono capace di una mala azione.

Florindo. (In ogni caso ho armi e ho cuore da sapermi sot- trar da qualunque impegno). (da sé)

Corallina. Venite qui. (lo guida verso la camera dov’era Ottavio)

Florindo. Ma dove ?