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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/562


Corallina. E in una camera, che aspetta di sapere la vostra risoluzione.

Rosaura. Perchè mi avete separata da lui ? Ci saremmo a que- st’ora tra di noi accordati.

Corallina. Io ho pensato bene a separarvi per allora. Non sa- pevo dove andasse a finire il fracasso ... mi preme la vostra riputazione. Sposatevi, e state insieme con lui, che il cielo vi benedica.

Rosaura. Non vonei che mio padre ...

Corallina. Vostro padre è un tiranno.

Rosaura. Se mi trova, mi uccide.

Corallina. Quando sarete sposa del signor Florindo, averà finito di comandare e di far bravate. Volete che io lo vada a chiamare ?

Rosaura. Perchè qui in questa sala terrena ?

Corallina. Venite in questa camera; lo farò venir qui.

Rosaura. Corallina, io tremo.

Corallina. Non tremerete, no, quando vi sarà il signor Florindo.

Rosaura. Ma io...

Corallina. Or ora vi pianto, e me ne vado.

Rosaura. No, per amor del cielo.

Corallina. Dunque prendete il lume, e andate lì.

Rosaura. Vado. Cielo, aiutami. (entra in una camera)

Corallina. Questa è dentro. Presto, al signor Florindo. Lo metto in un’altra camera, gli do ad intendere che averà con lui la signora Rosaura ; e invece di lei, quivi sarò io. Se verrà Lelio, entrerà lì, e passerà per Florindo, ed io qui passerò per Ro- saura. (accenna la porta dov è Ottavio) E andando via ... così di notte ... domani quel ch’ è stato è stato. No, non vi è altra maniera che questa, per vendicarmi. Bellissima cosa ! Vendi- carsi e godere, è la più bella cosa del mondo. (parte per la porta della scala