Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/561


LA DONNA VENDICATIVA 545

Trappola. Paura di che?

Corallina. Presto, non perdete tempo; venite dietro di me, che vi aprirò la porta, e la lascerò socchiusa per il signor Lelio. (s’avvia)

Trappola. (Costei è precipitosa). (da sè)

Corallina. Via, andate, e tornate presto con il padrone. Fategli animo.

Trappola. Signora sì. (Il cielo ce la mandi buona). (da sè, parte)

Corallina. Animo, Corallina: se perdi questa notte, non sei più a tempo. Presto, presto, a metter all’ordine tutto quel che bisogna. Ecco la scala. (parte)

SCENA XX.
Ottavio apre la porta, ed esce un poco.

Non son crepato, perchè il cielo non ha voluto. Potea sentire di peggio? La rabbia mi divora; ma se parlo, non iscopro tutto. Bisogna fremere, bisogna soffrire. Ah maledetta! Ad indegna! Ah scellerata! Sento gente, torno a nascondermi. (entra)

SCENA XXI.
Corallina con lume e Rosaura.

Rosaura. Ma dov’è mio padre?

Corallina. Vostro padre, sia per paura, sia per vendicarsi del signor Florindo, è andato in questo punto a stabilire col signor Lelio il contratto delle vostre nozze con lui.

Rosaura. Mio padre non ha paura.

Corallina. È puntiglioso. Lo farà per impegno.

Rosaura. Possibile che mi voglia precipitare?

Corallina. Non sapete com’è fatto? Voleva anche cacciarvi in un ritiro.

Rosaura. Misera me! Che cosa mi consigliate di fare?

Corallina. Io vi consiglio sposarvi addirittura col signor Florindo.

Rosaura. Dov’è il signor Florindo?