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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/561


Trappola. Paura di che?

Corallina. Presto, non perdete tempo; venite dietro di me, che vi aprirò la porta, e la lascerò socchiusa per il signor Lelio. (s’ avvia)

Trappola. (Costei è precipitosa). (da sé)

Corallina. Via, andate, e tornate presto con il padrone. Fategli animo.

Trappola. Signora sì. (Il cielo ce la mandi buona), (da sé, parte)

Corallina. Animo, Corallina : se perdi questa notte, non sei più a tempo. Presto, presto, a metter all’ordine tutto quel che bi- sogna. Ecco la scala. (parte

SCENA XX.

Ottavio apre la porta, ed esce un poco. Non son crepato, perchè il cielo non ha voluto. Potea sentire di peggio ? La rabbia mi divora ; ma se parlo, non iscopro tutto. Bisogna fremere, bisogna soffrire. Ah maledetta ! Ad indegna ! Ah scellerata ! Sento gente, tomo a nascondermi. (entra

SCENA XXI.

Corallina con lume e Rosaura.

Rosaura. Ma dov’è mio padre ?

Corallina. Vostro padre, sia per paura, sia per vendicarsi del signor Florindo, è andato in questo punto a stabilire col signor Lelio il contratto delle vostre nozze con lui.

Rosaura. Mio padre non ha paura.

Corallina. E puntiglioso. Lo farà per impegno.

Rosaura. Possibile che mi voglia precipitare ?

Corallina. Non sapete com’ è fatto ? Voleva smche cacciarvi in un ritiro.

Rosaura. Misera me ! Che cosa mi consigliate di fare ?

Corallina. Io vi consiglio sposarvi addirittura col signor Florindo.

Rosaura. Dov’è il signor Florindo ? PP