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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/560


SCENA XIX.

Corallina e Trappola.

Corallina. Tornate subito dal signor Lelio vostro padrone, assi- curatelo della mia sincerità, e ditegli che se si fida di me, averà in questa notte medesima la signora Rosaura nelle sue mani. (sottovoce)

Trappola. Ho paura che non vi creda : è troppo incollerito con- tro di voi.

Corallina. Assicuratelo ch’ io non ho colpa circa Tessersi tro- vato il signor Florindo in camera colla padrona, ma che ciò è seguito per opera della signora Beatrice.

Trappola. Che lo voglia credere ?

Corallina. Bisogna che lo creda per forza. Se avessi io con- dotto là il signor Florindo, per qual ragione doveva poi con- durvi il signor Lelio medesimo ? Voi che siete uomo ragio- nevole, dite se ciò può mai essere.

Trappola. Avete ragione ; la cosa è chiara.

Corallina. Via dunque, andate subito, e ditegli che venga qui alla porta, o solo, o accompagnato, ch’ io m’ impegno dargli nelle mani sicuramente la signora Rosaura.

Trappola. Chi sa s’egli la vorrà più?

Corallina. Perchè no ?

Trappola. Dopo essere stata serrata in camera con quell altro...

Corallina. Via, via, freddure. Alle corte : se vuole, venga ; se non vuole, lasci; ma fategli riflettere che questo è il punto d’avere una bella ragazza, una buona dote, e vendicarsi delle imper- tinenze di quel vecchiaccio del signor Ottavio.

Trappola. Gli volete bene voi al vostro padrone ?

Corallina. Non si può sopportare ; sono stanca, non ne voglio più. Andate subito dal signor Lelio, perchè se il tempo passa ... se il padron se ne accorge...

Trappola. Dove sta ora il vostro padrone ?

Corallina. Non lo sento in nessun luogo. Credo si sia serrato in camera per la paura.