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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/548



sopra ... Se avessi le chiavi della scala segreta, anderei per di qui, che si fa una scala di meno, (accenna la porta dov è Rosaura, cercando in tasca le chiavi) Oh si, le ho. (trova le chiavi ; poi prende il lume) Se non vorrà far colle buone, glielo farò fare colle cattive, (apre la porta e vede Rosaura) Come ! Rosaura qui dentro ! Che cosa fate lì ?

SCENA VI.

Rosaura col lume in mano esce dalla camera ; ed il suddetto.

Rosaura. Signore ...

Ottavio. Che cosa fate lì, dico ?

Rosaura. Niente, signore.

Ottavio. Niente ? Niente ? Giuro al cielo, voglio saperlo.

Rosaura. Domandatelo a Corallina.

Ottavio. Che e’ entra Corallina ? Briccona, indegna, dimmi che cosa tu facevi, o ti rompo la testa.

Rosaura. Aiuto. (si lascia cader di mano il candeliere)

Ottavio. Dimmelo, disgraziata. (minacciandola)

Rosaura. Aiuto ! ve lo dirò.

SCENA VII.

Corallina ed i suddetti.

Corallina. (Oimè, che cosa vedo !) (da sé, in disparte)

Rosaura. Corallina mi ha serrata là dentro ...

Corallina. Sì signore, l’ ho serrata io. (avanzandosi)

Ottavio. Perchè?

Corallina. Per liberarla dalle vostre mani, dai vostri sdegni, dalle vostre maledettissime furie.

Ottavio. Io le voleva parlare ; perchè non dirmi ch’ ella era lì ?

Corallina. Perchè non sapete parlare, se non andate in collera. Non vedete che la poverina dallo spasimo è mezza morta ? Lasciatela stare, e abbiate carità di lei.

Ottavio. Sentimi. Vuoi tu andare in un ritiro ? (a Rosaura