Apri il menu principale

Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/547


SCENA IV.

Arlecchino ed i suddetti.

Arlecchino. Oe, Corallina... (chiamandola a sé)

Corallina. Che e’ è? (s’ accosta ad Arlecchino)

Arlecchino. (E1 sior Lelio). (piano a Corallina)

Corallina. (Zitto), (ad Arlecchino) (Bisogna ch’ io vada), (da se)

Ottavio. Che cosa e’ è ? (a Corallina)

Corallina. Niente, signore ; ora torno.

Ottavio. V aspetto qui.

Corallina. No, no, è meglio che m’ aspettiate nella vostra camera.

Ottavio. Tornate presto, e v’ aspetto qui.

Corallina. (Possa star lì, sino che diventi una rovere. Sarà quel che sarà. Bisogna che io parli col signor Lelio). (andando parla da sé)

Ottavio. Arlecchino ? (chiamandolo)

Arlecchino. Sior.

Corallina. Ha da venire con me. Vieni. (ad Arlecchino)

Ottavio. Lo voglio io : vieni qui.

Corallina. Ne ho bisogno io: vieni con me.

Ottavio. Maledetto, ti bastonerò.

Corallina. Lasciatelo stare: rabbioso, fastidioso, cattivo. (parte con Arlecchino

SCENA V.

Ottavio solo. Scellerato vizio che io ho d’ andar in collera sempre ! E non mi posso astenere. Almeno dovrei guardarmene quando vi è Co- rallina. Volevo che Arlecchino chiamasse Rosaura ; ma Corallina ha da servirsene lei. Pazienza. Anderò io a chiamarla. Voglio vedere quel che ha da essere di costei. Con Florindo no; con Lelio nemmeno. Che cosa ho a fare di quest’impiccio in casa? Voglio maritarmi. Se la potessi cacciare in un ritiro ... Voglio dirglielo colle buone. E meglio che vada io ne’ camerini di