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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/545


SCENA li.

Corallina sola. Sta lì a mia requisizione. Ora farò salire il signor Lelio, lo chiu- derò in camera con Rosaura, procurerò fare un poco di scuro: lo crederà Florindo : chiamerò il padrone, e la sciocca dovrà sposarlo per forza. In questa maniera mi vendico contro tre... Ma per bacco, è qui il padrone. Ho detto da burla ch’ egli veniva, e il diavolo lo ha portato davvero. Almeno se ne an- dasse presto. Il signor Lelio mi aspetta.

SCENA III.

Ottavio e detta.

Ottavio. Corallina, dov’ è Rosaura ?

Corallina. Io non lo so, signore.

Ottavio. Nella sua camera non e’ è.

Corallina. Sarà nei camerini di sopra.

Ottavio. Andatela a chiamare.

Corallina. (Non vorrei ch’ egli aprisse quella camera), (da sé) Si- gnore ... sarebbe meglio che vi andaste voi.

Ottavio. Perchè io?

Corallina. Se avete a dirle qualche cosa, potete farlo lassù che nessuno senta. Voi avete la voce alta.

Ottavio. No, no, chiamatela e fatela venir giù.

Corallina. Io non vi vado volentieri. Sapete ch’ella non mi può vedere.

Ottavio. Chiamatela per parte mia. (un poco alto)

Corallina. In verità, non ci vado.

Ottavio. Ed io voglio che tu ci vada. (in collera)

Corallina. Che cosa è questo tu ì Che cosa è questo voglio ? Io sono stufa di queste scene.

Ottavio. Non vi comando poi una gran cosa. (placato)

Corallina. Anderò via di questa casa, e sarà finita.

Ottavio. Ecco qui : subito, anderò via ! 00