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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/54


SCENA XVI.

Pancrazio solo. Non so che dire, son confuso, son stordito, son fuori di me me- desimo. Non sapeva come introdurmi a chiedergli questo denaro, e casualmente l’ ho preso in parola, e mi girerà i diecimila ducati. Con questi salderò le mie piaghe, e per l’avvenire le- verò il maneggio a mio figlio, e le cose anderanno con più regola, con più direzione. Ah, se mio figlio si mutasse, se mio figlio si assodasse, se potessi ridurre l’ Olandese a questo ma- trimonio, felice me! felice la nostra casa! Voglio andar da mio figlio, e voglio fino pregarlo, che procuri di mettersi in grazia della giovane, e farsi ben volere da suo zio. Eccolo mio figlio : Giacinto, ascolta, vien qui, t’ ho da parlare. Bravo, invece di venire, mi volta le spalle ... Ti troverò, ti arriverò. (parte

SCENA XVII.

Madamigella Giannina con un libro in mano, e Beatrice.

Beatrice. Voi, madamigella, studiate sempre.

Madamigella. Leggo assai volentieri.

Beatrice. Che libro è quello?

Madamigella. La Spettatrice.

Beatrice. Che cosa vuol dire Y aspettatrice ? Una donna che aspetta ?

Madamigella. Oh, perdonatemi ; non vonei sentirvi parlar così. La Spettatrice, l’Osservatrice. Una filosofessa che osserva le azioni umane, esamina le passioni, e ragiona con buon criterio sopra vari sistemi del nostro secolo.

Beatrice. Come volete ch’ io intenda certe parole, che hanno per me dell’ arabico ? Criterio ! Che vuol dire criterio ?

Madamigella. Vuol dire discernimento per distinguere il falso dal vero, il buono dal cattivo, il bene dal male.

Beatrice. Criterio sarà parola olandese.