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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/539


Corallina. Datemi quella spada.

Ottavio. No.

Corallina. Ehi! ricordatevi che ho la pistola.

Ottavio. Mettetela hiori contro di lui, e non contro di mìe.

Lelio. Che pistola? Mi userete qualche superchieria? Non sarebbe maraviglia, che la tentasse un villano come voi siete.

Ottavio. Villano a me? (arrabbiato)

Corallina. Il giuramento. (Ottavio freme) Via, signor Lelio, cal- mate le vostre collere. La signora Rosaura sarà vostra sposa. Son donna; ma potete di me fidarvi.

Lelio. Sì, mi fiderò più di voi, che di quel cabalone.

Ottavio. Temerario ! (arrabbiato)

Corallina. Il giuramento, dico.

Ottavio. Uh ! (getta la spada, e va via correndo)

Lelio. E pazzo !

Corallina. Venite con me, se vi preme la signora Rosaura.

Lelio. Ma come è andata la cosa del signor Florindo ?

Corallina. Venite, e tutto vi narrerò.

Lelio. Sì, andiamo.

Corallina. Insieme non va bene. Precedetemi, che ora vi seguo.

Lelio. Sì, come volete. Purché Rosaura sia mia, arrischierò euiche la vita. (parte

SCENA XIII.

Corallina sola. Voglio tentare quest’ altra strada per vendicarmi. Non ho piacer maggiore della vendetta. Florindo, Rosaura e Beatrice saranno sempre nemici miei, e son disposta ad unire anche al numero de’ miei nemici il padrone medesimo, se non vorrà secondarmi sino al termine delle mie vendette. Fine dell’Atto Secondo.