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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/537


Ottavio. Ve lo giuro.

Corallina. Promettetemi di parlargli senza andar in collera.

Ottavio. Via, ve lo prometto.

Corallina. Giuratelo.

Ottavio. Ho da giurarlo ?

Corallina. Sì, se mi volete bene.

Ottavio. Lo giuro.

Corallina. Caro il mio padroncino, fatelo presto.

Ottavio. Subito che lo trovo.

Corallina. E subito fate che vostra figlia lo sposi.

Ottavio. Sì, subito ; e se non lo volesse ?

Corallina. E se non lo volesse ... Vi do licenza che andiate in collera quanto volete, e che la bastoniate ancora se fa di bisogno. (parte

SCENA X.

Ottavio solo. Presto, vadasi a ricercar di Lelio. Corallina merita di essere soddi- sfatta : Rosaura merita di esser punita. E se Lelio ora non la volesse più? Giuro al cielo, avrebbe da far con me. Ma ho giurato di non cmdar in collera. Oh ! durerò pure la gran fatica a mantenere quest’ orribile giuramento.

SCENA XI.

Lelio ed il suddetto.

Lelio. (Anche questa volta vo’ far a modo di Corallina), (da sé)

Ottavio. (Eccolo qui). (da sé, vedendo Lelio)

Lelio. (Quando lo vedo, mi bolle il sangue). (da sé)

Ottavio. Signor Lelio, vi riverisco.

Lelio. Schiavo suo.

Ottavio. Amico, io ho per voi tutta la stima : parliamo da buoni amici.

Lelio. Se mi foste amico, non mi trattereste così.

Ottavio. Che cosa vi ho fatto?