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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/517


Smorzate il vostro fuoco, parlate con pace, da galantuomini, da buoni amici.

Ottavio. Ma io ...

Corallina. Zitto lì con quella vociaccia.

Ottavio. Via, via, non dico altro. (placato)

Lelio. (Ride) Brava, così : sta lì sotto. (burlandosi d’ Ottavio)

Ottavio. Giuro al cielo ... (alterato)

Corallina. Via. (forte ad Ottavio)

Ottavio. (Mi crepa la vescica del fiele). (da sé)

Corallina. Il signor Lelio domanda la signora Rosaura per con- sorte : non è vero ? (a Lelio)

Lelio. Questo è quel che volevo dire, e non ho potuto dirlo.

Ottavio. Vi ho inteso, e ve la darò.

Corallina. Sentite ? Egli ve la promette. (a Lelio)

Lelio. E la dote sarà di seimila scudi.

Corallina. Sì, signore.

Ottavio. Ma la dote bisognerà assicurarla.

Lelio. Come ? Io assicurar la dote ?

Ottavio. Oh ! chi siete voi ?

Lelio. Son uno che ha tanti beni da comprare i vostri.

Ottavio. Non so altro. Voglio così.

Lelio. Ed io non voglio.

Corallina. Zitto. Vergognatevi. Non si contratta così ; parete due cani arrabbiati.

Ottavio. Egli è quello ... (alterato)

Corallina. Zitto, vi dico. (Ottavio tace)

Lelio. Brava, è lui il pazzo. , (ridendo)

Ottavio. Io? (alterato)

Corallina. Ma zitto. Via, accomodiamo questa faccenda. Signor Lelio, non perchè si diffidi di lei, ma per il buon ordine, si compiaccia di accennare il luogo, dove vuole assicurare la dote.

Lelio. Mi maraviglio ; io non voglio far queste scene ...

Ottavio. E se voi non volete ... (alterato)

Corallina. Tacete, signore, (ad Ottavio) Il signor Lelio è ricco, e la dote non può perire. (Se non faccio così, si guastano), (da sé