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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/513



fanciulla, temo che non (’) la sgridi. Non so che fare. Non vorrei dar tempo a Corallina, non vorrei che il signor Ottavio si pentisse. Farò così : anderò a ritrovare un parente o un amico, con un notaro. Tornerò avanti sera, e si concluderà presta- mente. Ve la darò, ve la darò, è tempo futuro. In materia di matrimonio, ci vuole il tempo presente ; il futuro non con- clude, ed il preterito non può servire. (parte

SCENA XI.

Corallina, poi Ottavio.

Corallina. Florindo mi ha ingannata, Florindo mi ha tradita ; ma se crede sposar Rosaura, s’ inganna assolutamente. No, non l’averà, non l’ averà, se credessi di dover io precipitarmi per tutto il tempo di mia vita.

Ottavio. Vi cerco, vi cerco, e non vi trovo mai.

Corallina. Son qui, signor padrone, sono a’ suoi comandi.

Ottavio. La sapete la nuova ?

Corallina. Che nuova, signore ?

Ottavio. Ho maritato Rosaura.

Corallina. Quando ?

Ottavio. Poco fa.

Corallina. Con chi ?

Ottavio. Con un tale Florindo degli Aretusi.

Corallina. Signore, voi mi dite una cosa ch’ io non la posso credere.

Ottavio. Egli stesso è venuto a domandarmela.

Corallina. Non sarà così.

Ottavio. Come, non sarà così ? Quando lo dico io, non mi si dice non sarà così.

Corallina. V ha domandato la figlia ?

Ottavio. Signora sì.

Corallina. Oh che briccone ! (1) Pasq.: lui. mm