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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/509


Corallina. No, ancora non nni conoscete. Mi conoscerete meglio.

Florindo. Avete forse qualche intenzione ?

Corallina. Ho intenzione di vedervi contento : di vedervi sposo della vostra cara signora Rosaura.

Rosaura. Corallina, voi mi consolate.

Florindo. (Ed io non me ne fido niente (O). (da sé)

Rosaura. A voi mi raccomando. («I atto dì partire)

Florindo. Partite voi ? Partirò ancor io.

Corallina. Si fermi, signor Florindo ; ho necessità di parlar con lei.

Florindo. Un’ altra volta.

Corallina. Ho da parlarvi di questo vostro matrimonio colla signora Rosaura. Signora, fatelo restare.

Rosaura. Via, restate, signor Florindo.

Florindo. Che resti ella pure.

Corallina. Abbiamo a discorrere della dote. Ella non e’ entra.

Rosaura. Oh, in materia d’ interessi non me n’ intendo. Fate voi, trattate voi ; basta che quello che s’ ha da fare, si faccia presto. (parte

SCENA IX.

Florindo e Corallina.

Florindo. (Ci sono). (da sé ; vuol partire)

Corallina. Si fermi, signore, si fermi ; ha paura di me ?

Florindo. Già so che cosa mi volete dire.

Corallina. Voi non lo sapete sicurissimamente.

Florindo. Me lo vo immaginando.

Corallina. Via dunque, indovinatelo.

Florindo. Mi vorrete dire infedele ?

Corallina. Oibò.

Florindo. Ingrato ?

Corallina. Nemmeno.

Florindo. Mancator di parola ? (1) Pap.: per niente.