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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/502


SCENA V.

Ottavio e Corallina.

Ottavio. Disgraziato ...

Corallina. No, signor padrone, non andate in collera, vi prego, mi preme troppo la vostra salute.

Ottavio. Ho da sopportare un briccone?

Corallina. Mandiamolo via ; ma per amor del cielo, non vi al- terate.

Ottavio. Cacciatelo via.

Corallina. Lo caccerò. Bevete la cioccolata.

Ottavio. Subito ...

Corallina. Eccola.

Ottavio. No, colui subito via.

Corallina. Subito lo caccerò. Bevete la cioccolata, prima che si freddi.

Ottavio. Andatelo a cacciar via.

Corallina. Voglio che beviate la cioccolata. Non mi fate andar in collera, bevetela. (alterata)

Ottavio. Date qua. (placato)

Corallina. Caro signor padrone, per amor del cielo, moderatevi un poco : siete una bestia.

Ottavio. Una bestia ? (irato)

Corallina. Via, non lo dico per male, lo dico cosi per una facezia.

Ottavio. Bricconcella ! (sorridendo)

Corallina. ^ E buona la cioccolata? Vi piace?

Ottavio. È poco frullata.

Corallina. Quel!’ asino l’ ha presa lui senza dirmi niente.

Ottavio. Cacciatelo via.

Corallina. Lo caccerò.

Ottavio. Dove siete stata, che non siete venuta prima?

Corallina. Bella ! sono stata a fare i fatti miei.

Ottavio. Che fatti? Che cosa avete fatto?

Corallina. Oh sì ; vi dirò tutto quello ch’ io faccio !